La Formazione ed Implementazione BIM nelle PA

Formazione BIM e Gestione Informativa Digitale per la Pubblica Amministrazione

Stazioni appaltanti · Enti concedenti · Strutture tecniche pubbliche

La PA non deve limitarsi a “fare BIM”: deve imparare a  governare informazioni. Percorsi formativi costruiti sulle figure realmente coinvolte nel processo – RUP, DEC, dirigenti, tecnici, responsabili della transizione digitale – per trasformare un obbligo normativo in una capacità amministrativa.

Per la PA, il BIM è prima di tutto una questione di committenza

L’articolo 43 del  D.Lgs. 36/2023, integrato dal  Correttivo D.Lgs. 209/2024, ha portato la gestione informativa digitale dentro l’attività ordinaria delle stazioni appaltanti. Dal 1° gennaio 2025 il BIM è obbligatorio per gli appalti di lavori di importo superiore a 2 milioni di euro, e con esso si è spostato il baricentro del processo: dal cantiere all’ufficio tecnico, dal progettista alla committenza.

Non si tratta più, per la PA, di “imparare a usare un software”. Si tratta di  scrivere bene un capitolato informativo, di v alutare correttamente un’offerta di gestione informativa, di  verificare un modello consegnato, di  gestire un ambiente di condivisione dei dati  che diventerà il fascicolo digitale dell’opera per i decenni a venire.

Le  Linee Guida MIT del 20 febbraio 2026  lo dicono in modo netto: la PA non deve produrre modelli BIM. Deve  chiedere informazioni, definirne i requisiti e riusarle  lungo il ciclo di vita. È un cambio di prospettiva profondo, che richiede una formazione costruita su questa esatta postura — non riciclata da percorsi pensati per progettisti o imprese.

Partiamo dalla committenza, non dal software.

Il quadro di riferimento, in sintesi
RiferimentoCosa stabilisceRilevanza per la PA
D.Lgs. 36/2023 – art. 43 e Allegato I.9Definisce l’obbligo di adozione dei metodi e strumenti di gestione informativa digitaleÈ la cornice giuridica primaria. Da qui discendono tutti gli obblighi operativi
D.Lgs. 209/2024 (Correttivo)Ridefinisce l’Allegato I.9, le soglie di obbligo, gli adempimenti preliminariRivede in profondità i requisiti per le stazioni appaltanti
Linee Guida MIT – 20 febbraio 2026Forniscono indicazioni operative alle stazioni appaltanti per l’attuazione degli obblighi GIDRiferimento operativo prioritario per RUP, dirigenti, uffici tecnici
UNI 11337-8Disciplina i processi informativi nel settore costruzioniStandard tecnico nazionale per la governance dei processi GID
UNI/PdR 78:2020Definisce il profilo del BIM ManagerStandard di riferimento per la qualificazione professionale
ISO 19650 (parti 1, 2, 3, 5)Standard internazionale per la gestione delle informazioni con il BIMRiferimento globale, anche per la coerenza nelle commesse europee
Gli adempimenti preliminari della stazione appaltante

Prima di pubblicare un bando con requisiti GID, la stazione appaltante deve aver svolto  tre adempimenti preliminari (Allegato I.9):

  1. Piano di formazione del personale  sui temi della gestione informativa digitale.
  2. Atto organizzativo  che disciplina ruoli, responsabilità e processi interni.
  3. Acquisizione degli strumenti  hardware, software e in particolare di un  Ambiente di Condivisione Dati (ACDat)  conforme.

Il primo adempimento è quello in cui ci collochiamo. Il secondo e il terzo possono essere affrontati con il supporto consulenziale di  Noesis AEC Solutions.

Costruiamo percorsi misurati sui ruoli realmente coinvolti nel processo
  • Responsabili Unici del Procedimento (RUP)  La figura cardine. Imparare a leggere il bando con occhi nuovi, scrivere requisiti informativi sostenibili, valutare le offerte sulle competenze GID.
  • Direttori dell’Esecuzione del Contratto (DEC)  Governare il modello informativo in fase esecutiva, dialogare con l’appaltatore in un linguaggio comune, accettare le consegne intermedie e finali.
  • Dirigenti e Responsabili di Settore  Comprendere l’impatto organizzativo della transizione digitale, programmare gli investimenti, dimensionare i piani di formazione.
  • Tecnici degli Uffici Lavori Pubblici  Operare quotidianamente con i modelli e con l’ACDat, partecipare alla redazione dei capitolati, supportare la verifica del modello informativo.
  • Responsabili della Transizione Digitale (RTD)  Inquadrare il BIM nel più ampio piano di digitalizzazione dell’ente, coordinare gli adempimenti del CAD con quelli dell’art. 43.
  • Facility e Asset Manager pubblici  Riusare le informazioni dopo la consegna, costruire il modello informativo per la gestione del patrimonio.
1. BIM e Gestione Informativa Digitale

Dalla redazione del capitolato informativo alla verifica del modello: il governo del processo, non solo la sua modellazione.

Il primo perimetro formativo è quello centrale: tradurre l’obbligo BIM in una capacità organizzativa effettiva. I percorsi sono pensati per le figure della stazione appaltante, non per progettisti esterni. L’obiettivo è formare una committenza che sappia chiedere, valutare e riusare l’informazione lungo il ciclo di vita dell’opera, con un linguaggio coerente con le norme e con la prassi internazionale (ISO 19650, UNI 11337).

Moduli e percorsi tipo:

  • Fondamenti di BIM e Gestione Informativa Digitale per la PA
  • Capitolato Informativo (CI): redazione, calibratura, criteri di accettazione
  • Offerta di Gestione Informativa (OGI) e Piano di Gestione Informativa (PGI): cosa chiedere e cosa controllare
  • Verifica del modello informativo: criteri, fasi, strumenti
  • ISO 19650 applicata al contesto italiano
  • UNI 11337-8: la nuova governance dei processi digitalizzati

La digitalizzazione dell’appalto non è solo BIM: è il modo in cui la PA scrive bandi, valuta offerte e governa contratti.

La seconda area lavora sul perimetro del  D.Lgs. 36/2023  e del  Correttivo 209/2024: come integrare i requisiti di gestione informativa digitale nelle procedure di affidamento, come costruire criteri di valutazione coerenti, come gestire l’esecuzione del contratto in ambiente digitale. Una zona di confine tra giurista, RUP e tecnico, troppo spesso lasciata scoperta.

Moduli e percorsi tipo:

  • Codice dei Contratti Pubblici e gestione informativa: lettura integrata
  • Atto Organizzativo per la digitalizzazione (art. 43): redazione guidata
  • Adempimenti preliminari della stazione appaltante (Allegato I.9)
  • Criteri di valutazione delle offerte in presenza di requisiti GID
  • Esecuzione del contratto in ambiente digitale: ruoli, controlli, varianti
  • Linee Guida MIT 2026: applicazione operativa

L’ACDat non è un drive condiviso: è l’infrastruttura giuridica e tecnica su cui poggia l’intero processo.

L’Ambiente di Condivisione Dati  è uno dei tre adempimenti preliminari, ed è anche il più frainteso. Non è un repository, non è una semplice piattaforma cloud, non è OneDrive con un nome diverso. È un ambiente normato, con stati informativi, workflow di approvazione, tracciabilità, conservazione a norma. I percorsi formativi di quest’area aiutano l’ente a scegliere, configurare e popolare un ACDat conforme.

Moduli e percorsi tipo:

  • Cos’è (e cosa non è) un ACDat secondo UNI 11337-5 e ISO 19650-1
  • Stati informativi, workflow e ruoli operativi nell’ACDat
  • Criteri di scelta della piattaforma: open source, commerciale, ibrida
  • Configurazione operativa: cartelle, metadati, permessi, naming convention
  • ACDat e conservazione a norma: il dialogo con il sistema di archiviazione dell’ente
  • Casi studio: ACDat in piccoli comuni, in stazioni uniche appaltanti, in enti regionali

L’AI generativa non sostituisce il tecnico pubblico: ne libera tempo, se usata con metodo.

Quest’area introduce in modo critico l’uso dell’AI generativa e degli strumenti digitali avanzati nelle attività quotidiane della PA: redazione di documenti, analisi di capitolati, sintesi di delibere, supporto alla verifica del modello informativo, automazioni operative. L’approccio è pragmatico e non entusiastico: imparare a usare bene, riconoscere i limiti, presidiare il dato. Senza promesse di rivoluzione, senza scorciatoie.

Moduli e percorsi tipo:

  • AI generativa per l’ufficio tecnico: usi corretti e limiti
  • Prompt engineering applicato alla redazione tecnica
  • Analisi assistita di capitolati e documenti contrattuali
  • Automazione operativa: dai fogli di calcolo agli script low-code
  • Privacy, sicurezza, conservazione del dato nell’uso dell’AI
  • Etica e responsabilità nell’uso dell’AI nella PA
LE QUATTRO AREE FORMATIVE:
IL NOSTRO APPROCCIO
Quattro principi metodologici
  • Partiamo dal contesto, non dal software  La prima ora di ogni percorso non è dedicata a un’interfaccia, ma alle procedure dell’ente, ai bandi recenti, ai documenti già adottati. Senza questo ancoraggio, la formazione resta esercizio teorico.
  • Lavoriamo sul vostro materiale  Quando possibile, le esercitazioni utilizzano capitolati, atti organizzativi, modelli e documentazione della stazione appaltante stessa. Il caso studio è il vostro ufficio, non un esempio generico.
  • Distinguiamo formazione e implementazione  AEC Academy forma. Noesis AEC Solutions implementa. Sono due ruoli diversi, gestiti con trasparenza: chi forma non vende servizi sul medesimo appalto. È una scelta etica e di chiarezza contrattuale.
  • Trai docenti, tutti professionisti,  Mariano Dileo – Autodesk Certified Instructor, certificato BIM Manager UNI 11337-7 e UNI/PdR 78:2020, autore del manuale BIM per le Pubbliche Amministrazioni.

I nostri percorsi sono progettati per rispondere ai requisiti formativi previsti per gli adempimenti preliminari della stazione appaltante. Producono attestazione nominativa con verifica degli apprendimenti, conservata in formato digitale. La valutazione di conformità rispetto agli specifici atti organizzativi interni dell’ente resta in capo all’ente stesso e ai suoi organi di controllo: in fase di colloquio preliminare verifichiamo insieme la coerenza del percorso con il vostro piano formativo.

Sì. Operiamo regolarmente attraverso il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MEPA), con offerte dirette o trattative dirette in funzione dell’importo. Per esigenze più strutturate è possibile attivare convenzioni quadro o accordi di formazione pluriennali.

È una formula che proponiamo spesso, soprattutto per piccoli comuni o stazioni uniche appaltanti. Permette di abbattere il costo per ente e di costruire una comunità di pratica tra colleghi di territori contigui. Va concordata caso per caso.

Stiamo strutturando accreditamenti specifici con i principali ordini professionali. Per i percorsi attualmente accreditati, l’informazione è esplicitata nella scheda del singolo corso. Per percorsi su misura, l’accreditamento può essere richiesto in fase di progettazione del percorso.

Sì, è il nostro modo di lavorare prevalente con la PA. Dopo un colloquio orientativo e una breve fase di analisi del contesto, costruiamo una proposta tecnica ed economica dedicata, con calendario, modalità e materiale tarati sull’esigenza specifica.

AEC Academy è il brand formativo: eroga corsi, percorsi, masterclass. Noesis AEC Solutions è il brand consulenziale: redige atti organizzativi, supporta nella scelta dell’ACDat, affianca il RUP in fase di gara o esecuzione. Per scelta etica, non eroghiamo formazione e servizi consulenziali sulla medesima commessa.

FAQ

Ogni amministrazione ha un punto di partenza diverso: c’è chi sta pubblicando il primo bando BIM, chi ha già un Atto Organizzativo da aggiornare, chi deve formare un nuovo RUP, chi sta scegliendo un ACDat. Un colloquio preliminare ci permette di ascoltare il contesto e proporre un percorso proporzionato alle esigenze reali.

Costruiamo insieme il percorso più adatto al vostro ente

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